Se io fossi tua madre, Carola,
ti direi che non ho educato
una figlia a non rispettare le leggi
degli altri paesi
e che a tavola della vita
ci si mette seduti composti

se io fossi tua madre, Carola,
ti direi di tornare a casa
che sto in pensiero,
dormo male
che qui in Germania è difficile abituarsi al pensiero del mare
e ho sempre paura che ti possa capitare un incontro sconveniente:
un’onda storta, uno scoglio stronzo,
un largo fondo, una riva che non arriva,
un porto che smette di fare il porto
un uomo che smette di fare l’uomo

se io fossi tua madre, Carola
ti direi che questo coraggio
di mettere a rischio
la tua nave, il tuo posto
la tua vita e il tuo futuro
non so da chi tu l’abbia ereditato
così tanto ardore e tenacia
erano secoli
che non si vedevano,
tu sei fatta di una famiglia lontana
il nostro albero genealogico
non ha mai avuto radici così forti

se io fossi tua madre
ti direi che non ho educato
una figlia
a non rispettare le leggi degli altri paesi
ma ho educato una figlia
ad aiutare l’uomo
a tirare su con le mani un corpo caduto
ad esserci sempre al grido di aiuto

e se la legge non combacia con la salvezza
allora non è una legge, è una guerra,
non rispettare queste regole
non fa di noi ribelli, fa di noi umani,
perciò tra le due educazioni
schierati sempre accanto all’uomo

se io fossi tua madre, Carola
oltre a dirti che sono orgogliosa di te,
ti comprerei
una nave più grande.

[Gio Evan]

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